Moneta complementare, di cosa parliamo?

Una soluzione alla crisi finanziaria, un nuovo modo di interpretare il commercio, la risposta alla mancanza di liquidità. Questo e tanto altro può essere una moneta complementare, ma sappiamo bene di cosa stiamo parlando? Quali sono i vantaggi? Come funziona esattamente? Come mai sta riscuotendo così tanto successo? Cercheremo di capirlo insieme in questo articolo! […]

Una soluzione alla crisi finanziaria, un nuovo modo di interpretare il commercio, la risposta alla mancanza di liquidità. Questo e tanto altro può essere una moneta complementare, ma sappiamo bene di cosa stiamo parlando? Quali sono i vantaggi? Come funziona esattamente? Come mai sta riscuotendo così tanto successo? Cercheremo di capirlo insieme in questo articolo!

 

Alle origini della moneta complementare

Nel mondo oggi ne esistono circa 5000, ma come nasce questo fenomeno delle monete complementari? La spinta alla creazione di una valuta alternativa viene sempre in grandi momenti di crisi economica in cui la liquidità è ridotta. Un esempio su tutti, il caso del WIR.

Nasce in Svizzera nel 1934 in risposta alla grave crisi del 1929, ad opera di sedici imprenditori di Zurigo pronti a tutto per salvare le proprie aziende. Oggi, 60.000 piccole e medie imprese si scambiano beni e servizi attraverso questo sistema; è possibile perfino chiedere un prestito ipotecario in banca in Wir.

Gli imprenditori coraggiosi misero a punto un sistema di scambio diretto, senza intermediari. Non è un caso che WIR significhi “noi”, perché alla base di questo sistema ci sono i principi che tuttora regolano qualsiasi valuta complementare: la fiducia, la circolazione della ricchezza e la crescita dell’economia locale.

Ce ne sono anche diverse, in tutto il mondo. Ognuna di queste si basa sulla concessione di crediti reciproci che non generano interessi, dai forti risvolti sociali all’interno di una comunità.

In Belgio esiste il RES, utilizzata da oltre 100.000 consumatori, che si scambiano beni e servizi attraverso una card simile alle carte prepagate ricaricabili.

 

Come funziona una moneta complementare?

“Se la radice del male economico rappresentato dalla crisi è la moneta stessa quale noi la conosciamo, allora è bene chiedersi se non si possa concepire un’altra moneta”. Da qui l’idea di “monete complementari” che devono però essere “migliori” di quelle ufficiali.

Obiettivo principale non è l’accumulo di denaro, visto che non si maturano interessi, ma la circolazione di beni e servizi e l’incremento degli scambi commerciali.

Come per Marchex, fondamentale per l’attivazione di una moneta complementare è la creazione di un circuito integrato progettato per facilitare le relazioni tra soggetti economici operanti sul territorio e per fornire loro strumenti di pagamento e di credito paralleli e complementari. Questa è una delle differenze principali tra moneta complementare e criptovalute, che possono invece essere liberamente acquistate su internet.

Per potersi iscrivere al circuito è necessario pagare una quota annua (il canone varia in base alla grandezza dell’azienda) ricevendo immediatamente in cambio un corrispettivo in Marchex, in questo caso, da poter cominciare a spendere.

I contatti tra gli iscritti sono favoriti dall’attività dei broker e dagli eventi di networking fra aziende, momento in cui nascono sinergie favorevoli per il business e non solo!

Chiarito che 1 Marchex = 1 Euro, il nuovo iscritto può cominciare ad investire i suoi crediti all’interno delle attività iscritte al circuito. I settori sono i più disparati, dalla ristorazione al turismo, dal benessere al settore privacy e sicurezza. In questo modo l’economia riprende a girare.

Il tutto si svolge nella massima trasparenza e si basa sull’articolo 1552 del Codice Civile (C.C. Libro IV – Titolo III – Capo III) che regolamenta l’istituto della PERMUTA, ovvero il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di cose o di altri diritti, da un contraente all’altro.

Le imprese e i professionisti iscritti al Circuito Marchex scambiano i propri beni e servizi con una valuta complementare all’Euro ma esattamente allo stesso modo, attraverso regolare emissione di fattura da parte del soggetto che consegna i beni o i servizi all’azienda che li riceve.

Il canone annuale di iscrizione è interamente scaricabile e viene registrato in bilancio come costo pubblicitario. Rappresenta inoltre l’unico costo per l’azienda che decide di iscriversi al Circuito Marchex.

In ogni scontrino/fattura/ricevuta è ovviamente presente l’IVA che, essendo una partita di giro, viene compensata nelle fatture in entrata e in uscita.

 

Quali sono i vantaggi?

I vantaggi sono tanti, specie per una piccola impresa locale.

Aumentano i nuovi clienti. Dovendo spendere crediti all’interno del Circuito, gli iscritti tendono a scegliere le attività all’interno della rete, anche se sconosciute prima di quel contatto.

Pagamenti immediati e certi. Il meccanismo del circuito permette di dire addio agli insoluti.

Aumento del fatturato. I dati registrati sono molto incoraggianti. Le aziende iscritte registrano ogni anno una aumento del fatturato in media del 10%.

E’ evidente che gli effetti benefici di una moneta complementare possano risollevare le sorti di un’economia locale in sofferenza, senza considerare i risvolti positivi che riguardano l’aspetto sociale e di comunità.

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