Monete e mercati complementari: quali sono i vantaggi delle nuove forme di commercio?

Per rispondere alla crisi e incentivare i legami sul territorio, molte piccole e medie imprese sono entrate a far parte di circuiti legati alla moneta complementare. Questi sistemi generano valore e contribuiscono a rendere stabile il sistema economico locale, attraverso l’adozione di nuove forme di scambio, che non passano dalla valuta nazionale. Come funziona e […]

Per rispondere alla crisi e incentivare i legami sul territorio, molte piccole e medie imprese sono entrate a far parte di circuiti legati alla moneta complementare. Questi sistemi generano valore e contribuiscono a rendere stabile il sistema economico locale, attraverso l’adozione di nuove forme di scambio, che non passano dalla valuta nazionale. Come funziona e quali sono i vantaggi di questo commercio?

 

Cosa sono le valute complementari e quali sono le loro caratteristiche?

Abbiamo già parlato di moneta complementare sul nostro blog, tracciandone le origini e delineando i vantaggi che derivano dalla sua adozione. Quello su cui vogliamo soffermarci oggi è il circuito commerciale che si crea intorno ad essa e che sostiene l’economia locale, generando nuove forme di scambi che aiutano tutti gli attori coinvolti.

Facciamo un passo indietro, allora, e riprendiamo le fila del discorso, partendo proprio dalle caratteristiche di una valuta complementare. Per prima cosa, la sua circolazione è limitata: essa ha valore ed è adottata soltanto all’interno di un gruppo ristretto, di una comunità, e non può sostituire le altre valute in vigore a livello nazionale. La funzione di una valuta complementare è infatti quella di sostenere le realtà che a livello locale non sono adeguatamente supportate dal sistema di moneta convenzionale: non è un mezzo per accumulare ricchezza e valore, perché il suo scopo è quello di essere reinvestita e fungere da mezzo di scambio. È questo il punto cruciale di tutto ciò che riguarda le monete complementari e i circuiti che ne derivano.

 

Quanti tipi di monete complementari esistono?

Ci sono diverse categorie di monete complementari, a seconda del settore commerciale che coinvolgono possono infatti essere:

  • Business to business (B2B), create da imprese per facilitare lo scambio con fornitori e grossisti.
  • Business to consumer (B2C), monete “fedeltà”, emesse da imprese o gruppi: sono uno strumento di fidelizzazione e incoraggiano il cliente a tornare. Un esempio sono i flyer miles (Buoni Millemiglia) o i buoni sconto.
  • Consumer to consumer (C2C), come il sistema di pagamento PayPal.
  • Consumer to business (C2B).

 

Come funziona il mercato complementare

La nostra economia dipende da equilibri e connessioni tra luoghi, realtà e persone molto lontane tra loro geograficamente. Per questo motivo, risente delle oscillazioni in positivo e in negativo, e delle crisi che si verificano anche dall’altro lato del mondo. È il vantaggio e insieme lo svantaggio di una globalizzazione finanziaria, e va preso come un dato di fatto. Questo non significa, però, che le cose non possano cambiare e migliorare, per le imprese localizzate su un territorio. E questo accade nei mercati che funzionano grazie alle monete complementari. In un modello finanziario che deve fronteggiare il debito pubblico e le grandi crisi, come quella del 2008, infatti, per le PMI diventa di vitale importanza poter accedere a un sistema parallelo, stabile e capace di adattarsi facilmente ai cambiamenti del mercato, che di fatto migliora l’economia, rafforzando il tessuto aziendale che in Italia è più radicato e presente. Ma come funzionano i mercati complementari?

Come Funziona Il Mercato Complementare Blog Marchex

Partiamo dal presupposto che il sistema delle valute complementari, e i mercati che ne derivano, mirano a rafforzare il tessuto imprenditoriale sul territorio nel quale vengono ideati e sviluppati. Nel nostro Paese, la maggior parte delle aziende sono piccole e medie imprese, spesso a carattere familiare, con legami geografici forti: queste realtà fanno fatica a competere con quelle più grandi e strutturate, e spesso la loro sopravvivenza è messa a repentaglio dalle oscillazioni del mercato. Un problema da non sottovalutare, per esempio, è la mancanza di liquidità e l’impossibilità di accedere, talvolta, ai circuiti di credito convenzionali. L’adozione di una moneta complementare è un tentativo di aggirare questi ostacoli, facendo uscire le piccole aziende dall’impasse in cui possono talvolta trovarsi, ma anche aiutando il territorio, perché la ricchezza generata resta lì. La moneta complementare non risente dell’inflazione e non può essere riconvertita nella valuta nazionale; inoltre, esistono degli incentivi che rendono controproducente tenerla ferma, per cui l’economia basata su di essa è più dinamica e non va incontro alla stagnazione.

 

Nuove forme di commercio tra aziende

Come abbiamo già ricordato, il sistema di valuta complementare è basato sull’adesione volontaria da parte di un’azienda, che deve rispettare alcuni criteri per entrare nel circuito. Lo scopo è trovare un punto di incontro sul territorio, tra bisogni insoddisfatti e risorse: l’esempio più classico è quello del ristorante o della pizzeria che ha un certo numero di coperti ma non riempie mai tutti i tavoli, a pranzo o a cena. A questa impresa conviene associarsi a un circuito di valuta complementare, perché al suo interno potrebbe riuscire a colmare quel vuoto, rispondendo a sua volta al bisogno di un’altra realtà. Tra i principi su cui si basa il circuito ci sono infatti la cooperazione e la reciprocità.

La valuta complementare ha diverse possibili applicazioni: per capire quali sono le reali possibilità legate a questi circuiti è bene analizzare brevemente alcuni casi in cui è stata introdotta, in varie parti del mondo.

Ithaca Hour – Itaca, stato di New York

Nei primi anni 90, la cittadina statunitense di Ithaca adottò una moneta complementare chiamata Itacha Hour, del valore di 10 dollari, stampata con un inchiostro speciale per impedirne la contraffazione. Le Itacha Hour sono state utilizzate dalle aziende per offrire dei bonus, da spendere esclusivamente nelle attività locali; un incentivo e un aiuto concreto all’economia del territorio, utile anche per contrastare la concorrenza delle grandi catene. Questo sistema ha portato nella cittadina notevoli benefici e ha contribuito al suo sviluppo, facendo crescere contemporaneamente il senso di comunità.

Il sistema LETS

Ideato negli anni 80 in Canada, LETS era inizialmente un circuito con 500 membri basato sulla condivisione reciproca delle competenze, attraverso l’adozione e l’uso di una valuta complementare. Tutti mettono a disposizione il proprio sapere o saper fare, ricevendo in cambio un pagamento in valuta locale, che potrà essere utilizzata per acquistare altri servizi.

Le banche del tempo

Un altro esempio riguarda le cosiddette Banche del tempo, nelle quali ciò che regola lo scambio è una moneta che non esiste fisicamente, ma indica le ore di lavoro svolto per la comunità locale. Ne esistono di tre tipi: da socio a socio, in cui sono i membri di una stessa comunità ad aiutarsi a vicenda; da agenzia a socio, dove una realtà di riferimento gestisce la moneta e lo scambio di servizi e prestazioni; da agenzia ad agenzia. Poiché tutti hanno delle specifiche competenze, metterle a disposizione degli altri genera un grosso valore a livello locale, che può essere regolato e sfruttato nel migliore dei modi grazie a un sistema di questo tipo.  

 

Quali sono i benefici dei mercati complementari?

In tutti i casi già ampiamente studiati, l’adozione di una moneta complementare (fisica o virtuale) e la partecipazione al mercato che ne consegue hanno avuto ricadute positive sulle comunità coinvolte e sul territorio nel quale il sistema è operativo. In particolare, quello che avviene è che le imprese incrementano il loro parco clienti, grazie a tutti i membri della rete. Il mercato complementare è organizzato in modo che sia più vantaggioso operare all’interno di esso, che non all’esterno, offrendo anche la garanzia che i conti vengano sempre pagati. Inoltre si registrano degli aumenti del fatturato delle aziende iscritte.

Come abbiamo visto anche negli esempi riportati sopra, queste nuove forme di commercio sono poi un vero toccasana per la comunità, la compattano e la rendono più forte, sia economicamente che come spirito. Per questo motivo, sempre più realtà scelgono di entrare nei circuiti del mercato complementare, come Marchex, che oggi conta più di 600 aziende iscritte.

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